Rovereto – Stemma

Rovereto (IPA: /rove’reto/, Roveredo o Lovredo in dialetto trentino[3] e Rofreit in tedesco[4]) è un comune italiano di 38.611 abitanti[5] della provincia autonoma di Trento nel Trentino-Alto Adige.

Secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo, è la principale città della Vallagarina, come viene detta la valle dell’Adige nel tratto Besenello-Borghetto di circa 40 km. Già città storica appartenente al Principato Vescovile di Trento entro il Sacro Romano Impero di Germania, per circa un secolo alla Serenissima, quindi alla Contea del Tirolo entro l’Impero austro-ungarico.

Rovereto è attualmente un importante centro turistico e culturale del Trentino. Ospita uno dei più grandi musei di arte contemporanea d’Italia, il Mart e, grazie alla presenza della Campana della Pace è, da molti anni, Città della Pace e dello Sport[6]. Oltre a queste due istituzioni ospita altri musei ed è sede di iniziative culturali; è situata a breve distanza dal Lago di Garda (circa 25 km) ed è circondata da località di sport invernali ed escursione estive, come Brentonico e Folgaria.

Nei pressi di Rovereto, nel comune di Trambileno, nella valle percorsa dal torrente Leno, si trova arroccato su una parete a strapiombo sul torrente stesso, l’Eremo di San Colombano.

Geografia

Rovereto (204 m s.l.m.) è il capoluogo della Comunità della Vallagarina del Trentino, nonché centro principale dell’omonima valle, situata nella zona meridionale della regione. La Vallagarina, caratterizzata da ampie distese di vigneti, è percorsa dal fiume Adige, in passato importante asse commerciale tra Veneto e Trentino-Alto Adige; legna e merci venivano trasportate per mezzo di zattere lungo il fiume. Dalla città, verso est, hanno inizio la valle di Terragnolo e la Vallarsa, percorsa dal torrente Leno: poco sopra Rovereto trova luogo la diga di san Colombano, che ha permesso il crearsi di un piccolo bacino lacustre, il lago di san Colombano, sovrastato dall’omonimo eremo. Le vette più importanti in prossimità di Rovereto sono il Monte Stivo (2059 m.), dove trova sede il Rifugio Marchetti (e da dove è visibile anche il lago di Garda), il Monte Zugna (1864 m.), il Monte Finonchio (1603 m. circa) e il Monte Biaena (1615 m.). Numerose sono le stazioni sciistiche facilmente raggiungibili da Rovereto: Folgaria, Fondo Piccolo, Fondo Grande, Passo Coe, Polsa e San Valentino. Un “polmone verde” della città è costituito dal cosiddetto “Bosco della città”, una zona boschiva fornita di sentieri e anche percorsi attrezzati per lo sport, oltre a panchine situate in punti panoramici da cui è possibile vedere tutta Rovereto.

Clima

A Rovereto e nella Vallagarina in generale, vi sono inverni relativamente freddi e abbastanza nevosi ed estati calde e temporalesche (specie nelle ore pomeridiane). Un po’ di sollievo dall’afa estiva è procurato dalla brezza tardo-pomeridiana che interessa in particolare la zona del torrente Leno e che scende dalla zona della Vallarsa, ad est della città. Negli ultimi anni si è assistito ad un lento innalzamento della temperatura anche in questa zona ed alla comparsa occasionale del fenomeno della nebbia, un tempo confinata solo alle aree padane.

In occasione dell’intensa nevicata del 26-27 gennaio 2006 sono stati registrati dei dati di accumulo nevoso straordinari, di circa 60 cm. La nevicata era stata più intensa nelle zone sud-orientali della regione: nella Valle dell’Adige si erano avuti quantitativi più ingenti a sud, mentre risalendo lungo la valle i valori, seppur cospicui, diminuivano[7].

Storia

Le origini di Rovereto risalgono ancora alla preistoria, ma con poche testimonianze; è probabile che fosse un insediamento importante nell’Età del ferro. Ben documentata è invece l’epoca romana, durante cui Rovereto era costituita da un fortilizio con alcune zone abitate alla base. Rovereto divenne centro di valle relativamente tardi, dipendendo ecclesiasticamente e amministrativamente da Lizzana[8]. Per circa un secolo fece parte della Serenissima dal 23 giugno 1418 fino alla guerra ordita dalla Lega di Cambrai nel 1509, quando, a seguito della sconfitta veneziana ad Agnadello, venne occupata dal regio esercito imperiale, rimanendo direttamente dipendente dall’imperatore Massimiliano I, che il 3 novembre 1510 elevò il borgo a ruolo di città.[9]
La città fece parte, come tutto il Trentino, del Principato vescovile di Trento, parte del Sacro Romano Impero Germanico dal 1027 al 1806 (con l’eccezione del secolo veneziano prima accennato) e successivamente della Contea del Tirolo entro la compagine dell’Impero austro-ungarico (dal 1814 al 1918); il periodo forse più fiorente della storia della città di Rovereto è stato il secolo XVIII. In tale periodo si sviluppò al massimo l’industria della seta, che era stata introdotta dai veneziani nel Quattrocento. Per la cultura e il benessere raggiunti (quasi la totalità della popolazione di Rovereto era impegnata nel settore secondario e terziario), alla fine del Settecento la città era ritenuta l’Atene del Tirolo. Numerose chiese e palazzi di grande pregio furono eretti in questo periodo e in particolare furono realizzati Via Dante, il Corso Rosmini (che dall’Imperial Regia Stazione conduceva al centro della città) e il Corso Nuovo, viale d’accesso alla città per chi proviene da Trento, successivamente Corso Vittorio Emanuele II e oggi Corso Bettini. Rovereto nel secondo periodo della dominazione vescovile ed in quello imperiale austriaca pretese ed ottenne di godere delle condizioni di particolare autonomia che ne caratterizzavano lo status nel periodo della dominazione veneziana ed ebbe quindi un regime amministrativo diverso da quello vigente per gli altri territori trentini dell’Impero. Durante la lunga dominazione asburgica, che ha lasciato alla città numerosi monumenti ed edifici (la Manifattura Tabacchi, il Palazzo dell’istruzione, ex Imperial Regio Ginnasio, il Palazzo di Giustizia, il nuovo edificio delle poste, numerose scuole, palazzi vari, uffici, parti del castello e ponti), Rovereto (nota anche nell’Impero Asburgico come Rofreit) divenne una città molto prosperosa. Durante il primo conflitto mondiale gli austriaci non avevano avuto il tempo di completare la linea di forti atta a sbarrare l’entrata nella Vallagarina, e per questo motivo, allo scoppio delle ostilità, l’esercito italiano riuscì a penetrare in territorio asburgico e ad attestarsi sui monti intorno a Rovereto, dove entrò in contatto con i Welschtiroler Kaiserjäger dell’esercito austriaco. Per questo motivo il governo asburgico fece evacuare immediatamente l’intera città, che fu quasi rasa al suolo dai violenti bombardamenti e il suo territorio fu coinvolto nella Strafexpedition scatenata il 15 maggio del 1916 dal imperial regio Esercito austro-ungarico. Dopo la Battaglia di Vittorio Veneto, che sancì la completa disfatta e l’abbandono del fronte da parte dell’esercito imperiale asburgico, fu occupata dall’esercito italiano, tra il 2-3 novembre 1918. Durante la seconda guerra mondiale, dopo i fatti dell’8 settembre 1943, il Trentino, l’Alto Adige e la Provincia di Belluno furono governate dal Terzo Reich con la Operations zone Alpenvorland (Zona d’operazioni delle Prealpi) fino alla ritirata tedesca di fine aprile-inizio maggio del ’45. Nel periodo dell’occupazione tedesca il capoluogo di regione fu posto a Bolzano.

Simboli

Origini del nome
L’etimologia della parola che dà il nome alla città di Rovereto (Roboretus) deriva dal latino Roborem e trae dalla stessa radice della parola Robur: forza, robustezza, robusto. In Botanica la parola legno di rovere è correlata ad una specie di quercia indigena dell’Europa, di minore altezza alla quercia ordinaria, ma che fornisce un legno durissimo: Quercus petraea. Nella toponomastica romana “Roboretum” significava selva di querce, albero che abbonda nella valle ed è effigie dello stemma comunale[10].

Stemma di Rovereto:

  • blasonatura: d’oro, alla rovere sradicata e fruttata, al naturale, accostata dalle lettere maiuscole in oro C.R.
  • corona: Murale di città
  • ornamenti: a destra una fronda d’alloro fogliata al naturale fruttifera di rosso, a sinistra una fronda di quercia fogliata e ghiandifera al naturale, legate da un nastro d’oro, reggenti un breve d’argento con il motto latino “Magno cum robore quercus ingentes tendet ramos“, che significa “La quercia stende ampi rami con grande vigore“.[11]
Rovereto
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Andrea Miorandi (Partito Democratico) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 45°53′0″N 11°02′03″ECoordinate: 45°53′0″N 11°02′03″E (Mappa)
Altitudine 204 m s.l.m.
Superficie 50,90 km²
Abitanti 38 611[1] (31-12-2011)
Densità 758,57 ab./km²
Frazioni Borgo Sacco, Lizzana, Lizzanella, Marco, Moietto, Mori Stazione, Noriglio, San Giorgio, Sant’Ilario
Comuni confinanti Ala, Calliano, Folgaria, Isera, Mori, Nogaredo, Pomarolo, Terragnolo, Trambileno, Vallarsa, Villa Lagarina, Volano
Altre informazioni
Cod. postale 38068
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022161
Cod. catastale H612
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 713 GG[2]
Nome abitanti roveretani
Patrono Madonna della Neve e S. Marco
Giorno festivo 5 agosto e 25 aprile

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