Mori – Stemma

Mori (Moor in Tirol in tedesco[3]) è un comune italiano di 9.538 abitanti della provincia di Trento.

Il nome

La pronuncia corretta è Móri, con la o chiusa, nonostante la radice del nome si trovi nella parola mòra, con la o aperta.

Il nome viene tradizionalmente associato ai “mori” (dal latino morus alba, pianta produttrice di more), cioè al gelso. Intenso è stato l’allevamento dei bachi da seta fin dal XV secolo, alimentati appunto con le fogl

ie dei gelsi.

Origine e storia del nome

In un placito del 26 febbraio dell’845 tenuto a Trento, in cui si discuteva una causa tra Andelbergo, abate del monastero di S.Maria in Organo di Verona, e alcuni uomini di Tierno, Avio, Mori e Castione per alcune prestazioni di servitù,compare per la prima volta il nome di Mori (“Murius”). In altri documenti poi del 1180,1220 e 1234 e posteriori appaiono anche nuove forme: “de Murio” “Morio” “Moriensis” “Muriensis”.

Questo sembrerebbe smentire la tradizionale associazione del nome Mori con il termine latino “morus alba” (pianta produttrice di more) cioè al famoso gelso, del quale nella Vallagarina fu iniziata la coltura solo al principio del 1400. Altra opinione verosimile è che il nome sia stato ispirato dalla terra spesso scura, talvolta nera (famosa è la località di Terra Nera).

Paolo Orsi, l’ unico studioso di toponomastica che ha tentato di studiare il nome ci ha dato una sua ipotesi, che il nome derivasse da “Vicus Murius”, per “Murianus”, dal gentilizio Murius, un nome romano che ci richiama a una gens Muria. L’interpretazione ci offre notevoli difficoltà.

Lo storico locale Luigi Dalrì pensava a un’origine molto antica del nome Mori, a un periodo prelatino-retico,probabilmente come altri paesi (Peri,Nomi). Con l’avvento dei romani i reti e i paesi retici sarebbero stati distrutti,solo alcune zone remote o lontane ai maggiori punti d’interesse, come ad esempio parti del territorio moriano sarebbero state risparmiate. Le prove le troviamo nella toponomastica locale dove abbiamo numerosi termini prelatini come “Pipel” e “Perghem”, situati infatti nella zona di più antico insediamento del paese,quella di Mori Vecchio. Per l’origine del nome Mori secondo Dalrì all

ora non è da escludere il prelatino “Mur” o altri termini di un antico tedesco come “Muhre” o “Mos” che starebbero a indicare una zona dai terreni acquitrinosi.

Lingua

A Mori si parla l’italiano e il dialetto trentino.

Storia

Mori seguì nei secoli le vicende di Trento, facendo parte prima del Ducato longobardo di Trento, poi del Principato vescovile di Trento, seguendo le sorti di questo sotto il dominio del Principe vescovo di Trento prima, poi dei napoleonici, poi dell’impero d’Austria sino all’Unione all’Italia nel 1918. Nei secoli XV e XVI in cui la parte meridionale del territorio trentino fu più volte sotto l’attacco espansionistico della Serenissima Repubblica di Venezia, Mori (sulla sponda destra dell’Adige) non fu mai dominio veneziano, al contrario della vicina Rovereto (sulla sponda sinistra dell’Adige) per lunghi periodi dominio veneziano, con una propria forma di governo locale sotto il dominio del Principe Vescovo, detta “dei quattro vicariati” che raggruppavano il territorio vescovile in destra Adige a Sud di Trento.

Luoghi notevoli

Simbolo della borgata è il santuario di Montalbano di Mori, situato nei pressi dei ruderi del castello di Montalbano di Mori, posti un centinaio di metri più in alto della quota del paese.

Luoghi di ritrovamenti archeologici sono: la grotta del Colombo sita nei pressi della frazione di Sano e l’isola di San Andrea sul lago di Loppio.

Il palazzo Salvotti che si affaccia sulla piazza della frazione di Mori vecchio e che fronteggia la chiesa di Santa Maria ab Indis.

Le chiese di Santa Maria ab Indis, di Santo Stefano, di San Biagio e quella di Sant’Apollonia, nella frazione di Manzano, sono dotate di pregevoli campanili romanici.

Inoltre, nella frazione di Pannone, situata a 760 m s.l.m., in val di Gresta, sorgono, in posizione dominante su di un dosso, i ruderi del castello medievale di Castelgresta, un tempo di proprietà della nobile famiglia de

i Castelbarco.

Fra i luoghi notevoli rientrano ormai anche i luoghi della Grande Guerra (1914-1918). Almeno due sono i luoghi che conservano rilevanti resti di apprestamenti e fortificazioni: sul Dos del Gal, vicino alla località Talpina, e sul colle denominato Mossano nelle vicinanze della frazione di Ravazzone (dove troviamo il famoso ponte di Ravazzone). Entrambe dominano la valle dell’Adige, la prima a sud e la seconda a nord del comune di Mori. La Sezione ANA di Mori ha reso nuovamente percorribile un tratto di apprestamenti sul monte Grom. Si tratta di un camminamento protetto che dalla zona di Mori Vecchio conduce fino a Valle San Felice.

Di rilevante interesse è un edificio di archeologia industriale, dove nel tempo si sono succedute INA Industria Nazionale Alluminio, Montecatini, Alumental, Alluminio-Italia. Le attività sono ormai cessate dal lontano 1982, e da allora non si è riusciti a trovare una nuova destinazione. Si sono succeduti due progetti di riconversione senza approdare ad una soluzione. L’ultimo prevedeva di realizzare un polo del gusto, una vetrina dei prodotti italiani sulla via che porta al Brennero.

Idrografia

Il corso d’acqua di maggiore rilievo del comune di Mori è il fiume Adige. Esso scorre da nord a sud lungo il confine est del comune.

Il rio che caratterizza la pianura di Mori è il Rio Cameras. Nasce dal lago di Loppio e si immette nel lato destro del fiume Adige. Il Rio Cameras nel tempo è stato pesantemente artificializzato contenendolo entro argini di cemento armato, tanto da renderlo per gran parte del suo percorso un canale a cielo aperto. Nel tratto che attraversa l’abitato, in corrispondenza della piazza Cal di ponte, e nella adiacente piazza Malfatti esso risulta tombato.

Il bacino lacustre del comune di Mori è il Lago di Loppio, caratterizzato dalla presenza dall’isola di San Andrea, sede di antichi insediamenti. Il lago, in quanto tale è molto compromesso, esso è ridotto da molti decenni a zona umida, in quanto con la realizzazione della galleria Adige Garda, che scorre sotto il lago, si provvide al suo svuotamento realizzando dei camini di scolo. Da anni si discute circa un suo recupero.

Frazioni

Besagno

Besagno, (390 m s.l.m.) è frazione di ca. 500 abitanti posta a sud di Mori sulle prime pendici N/E del Monte Baldo. Già accampamento di origini romane, oltre alla chiesa dedicata alla Presentazione della Beata Maria Vergine al tempio vi si può ammirare un pregevole affresco del 1406 sulla facciata di casa Girardelli in piazza Castelbarco,a ricordo della pace conclusa fra veneziani e Castelbarco.

Sul territorio circostante predomina la coltivazione della vite con varietà pregiate destinate per lo più alla spumantizzazione, e il castagno, un tempo fonte di sussistenza e pane dei poveri.

Notevoli i resti degli insediamenti del fronte italiano della prima guerra mondiale nella zona di Polìne e sulle pendici del Monte Giovo.

Di grande interesse storico sono due iscrizioni lapidee di epoca altomedievale (VI-VII secolo d.C.) collocate nella chiesa parrocchiale; sono considerate tra le prime testimonianze scritte della presenza del culto cristiano nel basso Trentino. Una è la dedicazione a San Zeno del primo luogo di culto, sull’area dell’attuale chiesa, fatta dal presbìtero “Ioh” [annes] ; l’altra, dal testo incompiuto, è la pietra tombale dello stesso presbìtero, nella quale è ricordato come “aedificator tituli”.

Mori Vecchio

Mori Vecchio è una frazione situata ad ovest di Mori, lungo la valle del Rio Cameras. Confina verso est con la frazione del comune di Mori: Mori Centro, a sud con la frazione di Sano ed a ovest con la frazione di Loppio.

Molina

Frazione situata a est di Mori.

È sovrastata da montagne e su un promontorio sorge la chiesa di Monte Albano dove ogni anno nel periodo invernale e primaverile si organizzano feste aperte alla comunità. Oltre a queste feste è un luogo frequentato da molti turisti e amanti delle arrampicate perché sulle pareti rocciose della montagna si trova una ferrata.

Via Roma è la strada principale ed è una trasversale della strada statale, dove si affacciano la maggior parte delle case e alcune botteghe come la sartoria, il tabacchino, una chiesetta e svariati studi privati.

Le case, quasi tutte ristrutturate, conservano tracce del passato attraverso le facciate delle abitazioni con pitture cromate a testimonianza della vita passata.

C’è anche un’associazione che si chiama Amici di Molina e organizza feste e incontri come ad esempio il carnevale, animato dall’oratorio che prepara carri allegorici ogni anno diversi.

Pannone

Pannone (760 m s.l.m.) è una frazione di 229 abitanti situata al margine nord di un terrazzamento naturale che nel versante sud termina con un dosso dal quale svettano i ruderi del Castel Gresta, una volta di proprietà della famiglia dei Castelbarco. Fino agli anni sessanta Pannone era sede del comune della Val di Gresta, poi entrò a far parte del comune di Mori.

Ravazzone

Ravazzone è la frazione posta più a nord e ad oriente del Comune ed è in rapporto storicamente col fiume Adige, anche se in realtà ne è discosta. Ravazzone Una strana tradizione locale dice che l’Adige un tempo era molto più alto e correva sotto le case, nelle quali si mostrano ancora gli antichi anelli di ferro per fissarvi le barche. In realtà è molto plausibile, e documentato storicamente, che un primo insediamento era molto più vicino al fiume Adige e da questo fu distrutto durante un’alluvione. La successiva ricostruzione avvenne ad una quota di maggiore sicurezza. Gli anelli appesi ad alcune vecchie case sono quelli tipici della tradizione contadina, ad essi si legavano temporaneamente gli animali: mucche, buoi, asini e cavalli.

Sul territorio di Ravazzone c’era il “porto” sull’Adige, il guado ed anche il traghetto, ambito feudo nel Medioevo. Il paese assumeva allora le caratteristiche di un piccolo centro commerciale, soprattutto di transito e di piccola frontiera sia di Mori che, in epoca più recente, dei Quattro Vicariati (Ala, Avio, Brentonico e Mori). L’abitato era ed è unitario, allungato sulla via principale, che dal Garda portava alla destra Adige ed all’altro porto di Sacco. Ora quell’unica via, porta dalla strada statale 220 alla strada provinciale 90.

Sano

Sano è isolata su di un poggio a 260 metri s.l.m. alla destra del rio Cameras, ad occidente del monte Giovo e sovrastata da Castione di Brentonico; è una piccola frazione situata a sud ovest di Mori. Conta non più di 200 abitanti e una quarantina di case. Il centro della frazione è una piazza dove è presente la chiesa, dedicata a Sant’Antonio, e un parco giochi con campo da calcio. A lato del parco scorre il Rì, un torrente che poi si unisce al rio Cameras che attraversa Mori. Anticamente era presente anche un bar gestito dalle persone del paese, ma ora non più. La strada che porta a Sano funge anche da pista ciclabile, che si collega poi alla ciclabile per Loppio-Torbole. Questa strada porta anche alla Grotta del Colombo, una grotta risalente all’età della pietra.

Inizialmente vi era presente anche una scuola, trasformata poi in una sede che soddisfa i bisogni della comunità di Sano, riunita in un’associazione chiamata A.R.C.S. (Associazione Ricreativa Culturale Sano). La sede viene utilizzata per varie feste, come Natale, Capodanno, Pasqua, e l’associazione allestisce ogni anno la Festa di Sano durante tre giorni alla fine di Luglio, ormai da molti anni.

Loppio

Loppio è la frazione più occidentale del comune di Mori, e confina con i comuni di Nago-Torbole e Ronzo-Chienis. Si trova in una stretta valle che pone in comunicazione la valle del fiume Adige con il bacino del Lago di Garda: il posizionamento geografico rispetto ai due complessi montuosi che la circondano, quello del monte Altissimo di Nago e quello del monte Biaena, fa sì che la frazione goda di meno luce del resto del territorio moriano, specialmente nei mesi invernali, rendendone il clima più rigido rispetto al resto del territorio della borgata. Aspetto più caratteristico della frazione è un piccolo lago omonimo (Lago di Loppio), attualmente prosciugato involontariamente per opera dell’uomo (a seguito dello scavo nel sottosuolo della galleria Adige-Garda alla metà del XX secolo per lo scarico delle acque dell’Adige nei momenti di piena nel lago di Garda) e trasformato in biotopo di interesse naturalistico. È presente anche una villa signorile di proprietà della famiglia dei Castelbarco.

Tierno

Tierno (214 m s.l.m.) è una frazione di circa 1000 abitanti, posta a sud di Mori ai piedi del Monte Baldo. Sono presenti i resti del castello “Castel Palt” che è situato in località Coste di Tierno; confina con il comune di Brentonico in località Talpina e con la frazione di Besagno in corrispondenza dei declivi delle Coste di Tierno. Tierno è famoso per il suo carnevale: il “Gran carnevale di Tierno” che ogni anno attira molta gente. Soprattutto per la grande distribuzione dei “bigoi co’ le sardele”,ormai diventati il marchio della manifestazione.

Varano

Varano (860 m s.l.m.) è una frazione che conta attualmente 42 abitanti situata in Val di Gresta. Nel 1236 è documentato Varanum. Secondo l’Orsi è, un nome prediale: «Varianum», della famiglia «Varia» (o «Veria»). Varagna, Varano, Varignano di Arco, Varano di Tenno, Varena di Cavalese, Varenna a Como, Varana a Verona, Varese, Vara e Varia forse sono parole liguri indicanti corso d’acqua. (Testo tratto da Mori di L.Dalrì, La Grafica, 1987) L’insediamento di Varano, la più piccola frazione in Val di Gresta, è sempre stato nelle vicende della storia locale un centro di modeste proporzioni, ma che ha saputo costruirsi una sua specifica identità. In una prima e sommaria ricerca sono state individuate alcune date storiche interessanti:

  1. nel 1234 la famiglia dei Signori di Gardumo (ora Ronzo-Chenis) chiese ed ottenne dal Principe Vescovo l’investitura per costruire un castelletto sul GROM di Varano;
  2. nel censimento del 1339 l’abitato di Varano contava 18 FUOCHI; in seguito grazie a questa presenza consistente, l’insediamento poteva così costituire un proprio Comune Catastale;
  3. nel XVI secolo i Signori di Gresta-Castelbarco eseguirono varie opere di ricostruzione, tra queste venne interessata anche la chiesa SS. Fabiano e Sebastiano di Varano con interventi particolari di abbellimento, attraverso affreschi, che a tutt’oggi necessitano di urgenti ed mirati interventi;
  4. nell’anno scolastico 1785-86 la scuola di Varano vedeva la presenza di un maestro e 42 alunni maschi frequentanti, i dati ritrovati, affermano inoltre che vi erano altri 4 alunni obbligati e 30 bambine, ma di queste, come la quasi totalità delle alunne obbligate del Circolo Ai Confini d’Italia, non frequentavano per immaginabili motivi socio culturali;
  5. nel corso del XIX secolo v’era la presenza di una fabbrica di coppi, usando l’argilla gialla ricavata in loco, molto resistente all’usura come dedotto da attente osservazioni di tecnici moderni. Nella recente fase di ristrutturazione di alcuni vecchi edifici dell’abitato sono stati ritrovati su alcuni coppi: la data di fabbricazione (1833) e un probabile marchio della famiglia che svolgeva questo tipo di lavoro. Osservando la frazione dall’alto risulta evidente come essa stessa si presenti compatta nel suo nucleo costruttivo, dimostrando l’originaria esigenza già emersa in epoca romana e salvaguardata nel succedersi della storia, di non sottrarre spazio alle colture agricole per permettere di organizzare il suolo secondo il criterio di massimo utilizzo delle risorse naturali e nel rispetto dei caratteri morfologici della montagna. Il territorio agricolo era ben valorizzato tanto che si riusciva a determinare una specifica micro-unità produttiva, garantendo equilibrio tra territorio e abitanti.
Mori
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Roberto Caliari (centrosinistra) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 45°51′4.68″N 10°58′54.12″ECoordinate: 45°51′4.68″N 10°58′54.12″E (Mappa)
Altitudine 204 m s.l.m.
Superficie 34,54 km²
Abitanti 9 538[1] (31-12-2010)
Densità 276,14 ab./km²
Frazioni Besagno, Loppio, Manzano, Molina, Mori Vecchio, Nomesino, Pannone, Ravazzone, Sano, Seghe I, Seghe II, Tierno, Valle San Felice, Varano
Comuni confinanti Ala, Arco, Brentonico, Isera, Nago-Torbole, Ronzo-Chienis, Rovereto
Altre informazioni
Cod. postale 38065
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022123
Cod. catastale F728
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 713 GG[2]
Nome abitanti moriani
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre

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